Ozieri, Sabato 17 Novembre 2018

Terre Sonore: il gruppo irlandese Lunása

Positivo bilancio per la seconda edizione del festival "Terre Sonore"

Va in archivio anche la seconda edizione di Terre Sonore ed è quindi il momento per un primo bilancio a caldo sull'esito della rassegna appena conclusa ma già si pensa alla prossima edizione del 2010.

Il bilancio può dirsi senz'altro positivo, in quanto la rassegna, più ricca di eventi rispetto alla passata edizione, ha fatto passi in avanti sia in termini organizzativi che di proposta complessiva.

In tutti gli spettacoli, suddivisi nelle tre giornate, si è registrata una notevole presenza di pubblico, che ha accompagnato le esibizioni degli artisti con partecipazione e calore. Un pubblico, va sottolineato, composto anche di appassionati provenienti da altri centri e da turisti che fra le varie manifestazioni tenutesi nello stesso periodo in altre località, hanno scelto i temi proposti da Terre Sonore i cui concerti, ricodriamolo, erano tutti gratuiti.

La scelta di spostare i concerti dalla grande (e forse proprio per questo, dispersiva) Piazza Garibaldi in spazi più intimi e molto meno ampi, ma sicuramente più suggestivi, ha evidenziato in qualche modo che chi ha partecipato agli eventi lo ha fatto "scegliendo" di esserci e non trovandosi a partecipare casualmente, magari durante la passeggiata serale.

La scelta dell'indirizzo artistico della rassegna, connotata da un programma di world music e cioé dalle musiche del mondo e quindi come momento per l'incontro con e tra le culture musicali delle varie aree geografiche, è quanto mai a nostro avviso opportuna in una società sempre più multietnica nella quale viviamo, contribuendo anche in questo modo all'abbattimento delle barriere culturali e sociali e dando l'opportunità a tanti di conoscere forme artistiche musicali, spesso ignorate dai mezzi di comunicazione di massa.

Si è appunto con coraggio scelto di non inseguire il facile successo di piazza, scegliendo nomi e volti famosi che, a fronte di spese di importante entità, propongono però troppo spesso le solite cose, scontate e già viste.

Gli artisti invitati al festival, pur essendo musicisti di alto valore, erano quasi totalmente sconosciuti alla maggior parte del pubblico, perciò per molti è stata grande la sorpresa nello scoprirsi totalmente coinvolti dalla freschezza dei suoni e dai ritmi trascinanti delle musiche popolari di origine celtica, americana e italiana che si sono alternate nelle tre giornate di Terre Sonore.

Soddisfazione anche per quanto riguarda l'aspetto organizzativo della rassegna: "Tutto si è svolto con la massima efficienza e la risposta del pubblico è andata oltre le aspettative" –ha dichiarato Bruno Farina, assessore alla Cultura – " anche grazie al lavoro di volontariato da parte di numerosi e attivi giovani dell'Associazione Culrurale Artisende, dell'Associazione 40+1, dell'ARCI Ozieri, e della Pro Loco, ai quali va un sentito ringraziamento da parte mia e di tutta l'amministrazione comunale.

La cura dei particolari degli aspetti organizzativi come i servizi di ristorazione, i servizi igienici, i servizi informativi, l'organizzazione delle mostre, la promozione degli eventi hanno dato un'immagine positiva della nostra città ai turisti e agli stessi artisti che hanno approfittato per visitare gli scorci più suggestivi del centro storico
”.

Versione stampabile